ARTISTI IN QUARANTENA: RAMON MAIDEN

La chiacchierata di oggi l’abbiamo fatta con uno degli artisti che più incarnano l’identità dell’uomo Bullfrog: un “dandy delinquent”, come ama definirsi, che trae l’ispirazione della sua arte, dal suo stile di vita nomade e cosmopolita, dai suoi frequenti viaggi e dalla sua passione per tatuaggi e motori. Nella sua produzione artistica, Ramon Maiden rielabora immagini vintage, pin-up, antiche propagande politiche e icone sacre arricchendole di elaborati tatuaggi, frutto dell’inchiostro e della sua creatività, ammirate in numerose mostre personali a lui dedicate nelle gallerie di New York e Londra. I personaggi completamente tatuati da lui creati sono intrisi di simbologie e misticismo e mirano a ritrarre i lati più oscuri della società, i dimenticati, le vite al margine, i criminali e rappresentano una profonda riflessione dell’artista su questi temi. Ma come se la passerà un artista come lui in questa quarantena? Glielo abbiamo chiesto.

Com’è la tua giornata tipo in quarantena?

Sono abituato a lavorare da casa, quindi a dirla tutta, questi giorni di quarantena non sono poi così diversi dai giorni più ordinari per me. Certo, ora cerco di mantenere una routine che in qualche modo mi tenga impegnato. Quindi di solito mi alzo presto al mattino e cerco di combinare nella giornata il lavoro con l’esercizio fisico e, ovviamente, qualche attività di svago. In più, adesso ho persino tempo per iniziare tutti quei progetti che avevo in mente da tantissimo tempo, tra cui nuove collaborazioni artistiche.

Quali sono ora le tue fonti di ispirazione?

Per lo più traggo ispirazione dai miei viaggi che, con ogni probabilità, sono la cosa che mi manca di più in assoluto. Ci sono un sacco di cose, infatti, che non si trovano sui libri o su internet e viaggiare mi porta sempre nuove idee e, soprattutto, mi permette anche di raccogliere fisicamente tutte quelle immagini che poi uso nei miei lavori.

Che ripercussioni ha avuto la quarantena sul tuo lavoro?

A dire il vero sono persino diventato molto più produttivo di quanto non fossi già. Io sono lavoro-dipendente, perché amo davvero quello che faccio e avere del tempo in più è piuttosto pericoloso per quelli come me –Mi spiega quasi ridendo-. Fra l’altro sto lavorando al mio secondo libro e avere un sacco di tempo adesso mi permette di afre progressi notevoli. Se non ci sono imprevisti, l’avrò concluso entro la fine dell’isolamento.

C’è qualche forma d’arte che hai scoperto durante la quarantena?

Sono sempre stato molto riluttante nei confronti del disegno digitale, ma nel corso di questi giorni gli ho dato una possibilità e ho iniziato a sperimentare quello e anche il collage. Diciamo che sono queste le cose che ho scoperto in questo periodo.

Quale sarà la prima cosa che farai non appena finita la quarantena?

La primissima cosa che ho intenzione di fare è andare a trovare la mia famiglia e recuperare il mio cane. I miei genitori, infatti, vivono in campagna e ho lasciato il mio cane con loro. Io vivo in un piccolo appartamento e lì ha molto più spazio, ma sia il mio cane che la mia famiglia mi mancano veramente tantissimo!

Che rapporto hai con i prodotti Bullfrog?

Conosco molto bene la saga Secret Potion N.2, su cui ho personalmente lavorato: il profumo, lo shower gel e la crema da rasatura. Quello di Bullfrog è stato davvero uno die progetti più belli a cui abbia mai lavorato. E’ stato davvero interessante vedere come ci siamo capiti fin da subito molto facilmente e tutte le cose che abbiamo in comune senza nemmeno conoscerci personalmente. Ho davvero dei bei ricordi di quello che abbiamo fatto insieme e anche dell’evento a Milano, davvero bei tempi! Spero davvero di fare insieme nuovi progetti in futuro.