ARTISTI IN QUARANTENA: DARIO MAGGIORE

Illustratore, fumettista, musicista, con uno stile fluido che negli anni ha cambiato spesso formula con spirito più pionieristico che di adattamento. Ha già macchiato Bullfrog con il suo inchiostro, dando vita a produzioni uniche, punto di incontro tra la sua ironia distintiva e il gusto estetico della barberia. Abbiamo intervistato Dario Maggiore, già Bullfrog Artist 2019, per chiedergli come se la cava un artista in questi difficili giorni di quarantena.

Qual è la tua giornata tipo in quarantena?

Niente di speciale. A differenza di quello che ci stanno consigliando tutti, tipo allenarsi o mangiare bene, io preferisco stare con i miei figli. Mi occupo per lo più di loro e tra una cosa e l’altra incastro qualche lavoretto quando posso. Hanno sei anni, c’è un bel daffare! Poi con le video-lezioni e i compiti, –  mi spiega sorridente – finisce che mi assorbono tutta la giornata. La mia giornata tipo è questa: faccio il papà a tempo pieno. Ovviamente, appena posso cero di disegnare. Sto portando avanti dei progetti, anche iniziati in quarantena, che mi stanno impegnando parecchio. Cerco di quagliare, insomma: non c’è molto tempo per l’ozio. Cerco di far fruttare il tempo al meglio, senza dare per scontato che appena sarà tutto finito ci saranno le stesse sicurezze nella vita.

Quali sono ora le tue fonti di ispirazione?

Le mie fonti di ispirazioni sono sempre le solite. Non posso dire di aver cambiato riferimenti in quarantena: mi baso sempre sul mio background. Quello che noto di diverso, se devo fare un nuovo lavoro, è che magari tendo a farmi guidare di più dalla nostalgia. In questo momento mi lascio ispirare dai vecchi tempi, dalle cose che non sono più le stesse.

Come ha inciso la quarantena sul tuo lavoro?

Lo sto scoprendo proprio in questi ultimi giorni. L’impressione che ho è di essere stato assalito dalla demotivazione, probabilmente perché è una conseguenza naturale di quello che stiamo vivendo. Cerco di mettere un limite alla lettura dei giornali o ai media in generale, perché sono davvero alienanti, eppure la pesantezza di tutta la situazione mi ha pervaso. Il modo in cui approccio ora il foglio bianco è cambiato. Adesso c’è quasi un timore nel fare le cose, affinché non sprechi cartucce, perché in questa situazione devi quagliare per forza. Non è una pressione data dalle tipiche scadenze o dalla novità di un progetto, ma proprio dall’incertezza del mio futuro. Sono proprio molto meno rilassato lavorando e con una concentrazione diversa. Sono come preso dalla fretta: gli ultimi lavori sono stati one-shot, senza bozze. Se non altro, cerco di vedere il lato positivo. Quando sarà tutto finito, continuerò così probabilmente, lavorando in modo più diretto, essenziale ma efficace. Voglio considerarla come una piccola crescita.

C’è una forma d’arte che hai riscoperto durante la quarantena?

No, ma ho scoperto una bellissima serie tv, casualmente legata all’arte. Tales from the Loop, una serie fantascientifica ispirata ai dipinti di Simon Stålenhag, un artista norvegese poco più giovane di me, che fa dei meravigliosi dipinti ad olio. Si tratta di campagne immense, innevate, dove però ci sono buttati in mezzo relitti di civiltà forse aliene. Magari accanto al ragazzino con la macchina anni ottanta trovi geometrie strane, torri enormi illuminate, sfere tecnologiche. La serie è molto suggestiva e anche malinconica. Mia moglie dice che sono un insensibile, perché non piango mai durante i film, eppure questa serie mi ha distrutto: tocca dei pulsanti delicati. Ti posso assicurare che in questo periodo è molto pericolosa: se non sei mentalmente preparato per pigliarti una botta di malinconia ti uccide. Esteticamente, invece, è un’esperienza allucinante.

Qual è la prima cosa che farai non appena finita la quarantena?

Mi auguro di abbracciare i miei genitori e mio fratello. E ovviamente anche i miei amici. Vorrei proprio riunire la famiglia e stare tutti insieme, anche per i miei figli. Il resto verrà.

Qual è il tuo rapporto con i prodotti Bullfrog?

A parte l’irrinunciabile Agnostico, che ha degli effetti miracolosi sulla pelle sotto la barba, ho scoperto la combinazione perfetta di Fluido Detergente Delicato Frizione Energizzante Scalpo. Io ho un cuoio capelluto molto sensibile e devo dire che questi prodotti sono ottimi per chi, come me, cerca qualcosa di delicato e lenitivo. Fino a prima della quarantena usavo anche la Brillantina Lucida Super-fissante, adesso non ce n’è più tanto bisogno, soprattutto perché mi sono rasato i capelli da solo!